Ho iniziato a suonare per lo stesso motivo per cui ho iniziato a camminare. E’ nella mia natura. Questo non sempre porta vantaggi, in qualche caso rende le cose solo un po’ più complicate. Come quasi tutti coloro che propendono verso la musica ho studiato, letto, ascoltato, cercato. Poi ho rigettato tutto, spento per quanto possibile la mia parte razionale e trasformato la musica in suono, il suono in me, e me in strumento di conduzione. Ho cominciato a trasformarmi. Per questa e non per altre ragioni la maggior parte della mia musica è generata all’istante, senza alcuna preparazione a monte. Ogni volta diventa lo specchio neutrale di quello che sono: se è un buon momento o se è un brutto momento a essa non importa, arriva come deve arrivare restituendomi puntualmente l’immagine di me stesso. E’ una compagnia spietata ma necessaria.


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I started doing music for the same reason I started walking. It's inside my nature. It does not always bring advantages, sometimes it only makes things a bit more complicated. Like all the people who are up to the music I have studied, read, listened and searched. Then I rejected everything, turned off as much as possible my rational part and turned the music into sound, the sound in me, and transformed myself into a conducting instrument. I started to change. For this and not for other reasons, most of my music is generated instantly without any upstream preparation. Every time music becomes the mirror of what I am: whether it's a good time or if it's a bad time it does not matter, it always comes back to me the image of myself. It's a ruthless but necessary company.








marco fagotti

BIO COMPLETA (ITA)