Penso di essere un manipolatore di suoni, non molto di più di questo. Ho scritto e scrivo musiche per cinema, teatro, danza e principalmente per me stesso, ma non mi reputo un compositore, almeno non nel senso convenzionale del termine. I compositori sono persone speciali che creano opere con grande consapevolezza, io no.

Spesso faccio uso dell’improvvisazione perché quello che mi interessa è agevolare il momento poetico che arriva, mi attraversa e se ne va; ripetere allo sfinimento una formula già fissata non mi interessa più.


Credo che la musica, come ogni altra alterazione artistica, sia principalmente uno strumento di indagine e di scoperta ed è anche per questo che ho deciso di rendere liberi i miei lavori e pubblicarli all’interno di questo spazio che ho chiamato Ossigeno.

Quello che ho fatto è tutto qua e potete prenderlo.