NEW EDITION

Le cose accadono quando serve.

E’ una regola che è meglio se impari da piccolo altrimenti ti ci perdi da adulto. Dovresti accettare tutto quello che ti arriva, non puoi fare diversamente, anche se non ti piace. Se no, finisce che ti senti schiacciare da un peso insostenibile, da una cosa insopportabile. Hai presente quando cammini nella nebbia e sei preda di certe angoscie che non sai mai da dove arrivano? Ecco, ti sentirai così in quei momenti, soffocato da un’invisibile sostanza succhia respiro. Te ne accorgi quando ci sei dentro fino al collo, quando ad uscirne poi si fa fatica. Nessun orizzonte, nessun punto di riferimento, solo nebbia densa e lattiginosa (è così che deve essere il purgatorio). Metti il palmo della mano a un palmo dal naso e lo allontani fino a stendere il braccio: già all’altezza del gomito non vedi più niente, sai di avere ancora le dita perché te lo dicono i sensi altrimenti ti verrebbe da pensare che qualcosa se le è mangiate o se le è portate via. L’aria che respiri è de-ossigenata, secca e cocente. Allora decidi di elaborare una strategia, una strategia di ossigenazione individuale che ti faccia respirare ma ti accorgi che una cosa individuale non serve a niente, rende ancora più fitta la nebbia e secche le narici. C’è da essere almeno in due, in tre, in quattro, in cinque; uno dopo l’altro è ancora meglio. Devi scambiare con chi ti sta davanti, senza paura e senza veli, nudo come fossi uscito dalla pancia di tua madre. Allora vedi la nebbia diradarsi, diventare un leggerissimo velo che non trattiene ma diffonde la luce e placa i rumori, addolcisce le forme e attenua i colori. Nebbia-quiete, quanto basta a restare vigili e non lasciarsi prendere dal torpore. Leggerezza del respiro rinfrancato dal suono, dal canto, dalle parole, dal movimento. Dentro di te troverai questo scavando bene, ossigeno, niente altro che ossigeno a disposizione per sempre.

OSSIGENO è una piattaforma artistica, uno spazio di ricerca e di produzione fondato da Marco Fagotti nel 2010 e successivamente trasformato in ambiente di sperimentazione interdisciplinare dove si incontrano e collaborano diverse personalità artistiche atte a sviluppare progetti e possibilità performative trasversali.

Per alimentarne la ricerca espressiva, vi si utilizzano linguaggi differenti, grazie alla collaborazione tra artisti appartenenti alle più svariate cellule del contemporaneo, non facendo alcuna distinzione tra sperimentazioni di carattere musicale, verbale, di

movimento, teatrale o visuale.

Questa eterogeneità è indirizzata a supportare un processo evolutivo caratterizzato da un approccio istantaneo/improvvisativo alle performance; le azioni artistiche che ne conseguono sono spesso di tipo esperienziale, predisposte all’interazione con il pubblico affinché si possa intervenire in maniera profonda sulla destrutturazione del concetto di tempo e a favore di una visione transitoria e momentanea della rappresentazione artistica e della sua percezione.