walkman

di Simona Rinaldo

IDEAZIONE E CONCEPT

Simona Rinaldo

MUSICHE E SOUND DESIGN

Marco Fagotti

DOCUMENTAZIONE VIDEO/FOTO

Maria Fagotti

PRODUZIONE ARTISTICA ED ESECUTIVA

Ossigeno



L’INCIPIT DRAMMATURGICO

”Non so chi, ma qualcuno me l’aveva detto: non muoversi, avevano detto, non fare neanche un passo.

Io allora, forse anche perchè ero tanto giovane, non ho ascoltato e mi sono mossa.

Non che sia andata lontano, ma mi sono mossa e cosi quel piccolo passo da Catania a Roma, figuratevi, mi costringe, adesso, e sono passati tanti anni, a muovermi sempre, spostarmi. Anche nel sonno, sì non lo crederete, anche nel sonno”.


Estratto da “Destino coatto” di Goliarda Sapienza



STARTING POINT

Il progetto prende in analisi uno specifico contesto sociale, analizzandone le derive ed enfatizzando l’illusione che esso racchiude. L’uomo di oggi tende a girare come una scheggia senza una ragione apparente con il solo obbietivo di fuggire a se stesso. Perchè anche se rimanesse, anche se si rannicchiasse in silenzio in un angolo, non si dimenticherebbe di sé, sarebbe lì, a pesare sul pavimento. Quando ciò che ci circonda diventa incerto, precario, instabile, il rifugio è l’illusione che avere tante scelte possa ricompensare della sofferenza, della precarietà. Muoversi da un luogo all’altro è piu’ promettente che restare poiché non ancora sperimentato. Sembra piu’ facile ed allettante, piuttosto che impegnarsi in un lungo sforzo di riparazione o di approfondimento delle dinamiche interiori che conducono allo stato di insofferenza. É abitudine comune chiedere ad una persona le proprie origini, non le proprie destinazioni, nonostante siano proprio quest’ultime, a determinare le decisioni quotidiane. Con l’avvento della modernità, con la trasformazione delle città in metropoli, in cui tutto è più vicino e allo stesso tempo più distante, in cui non esiste più un nucleo identitario, l’insofferenza ha raggiunto il suo apice e ha preparato l’entrata in scena del dubbio. Dove stai andando? E domani ti alzi e dove vai? Vuoi sapere dove ti trovi in questo momento? L’eventualità di andare, muoversi, spostarsi, facilitata dalle pressioni del mercato economico che solleticano e snelliscono (almeno economicamente) la migrazione da un luogo all’altro, producono individui frastornati, bombardati dalle infinite possibilità d’essere, abbagliati dal cambiamento come possibilità di essere qualcos’altro, qualcun’altro.


Forse è proprio l’illusione di sapere che esiste un altrove, un luogo diverso, uno spazio del possibile ad alimentare l’urgenza di uscire dai confini presabiliti, abbracciando la tendenza al superamento dell’unicità dei territori.

Per questo motivo si parte, si traversano mari, si va verso altre destinazioni, altre città. E mai si può potuto tornare indietro, come un disco non può girare a rovescio; l’individuo si muove, disposto ad andare ovunque purchè, sempre avanti.

Dove conduce tutto questo? Cosa ne è stato di tutte le strade percorse e poi tradite, di tutti i luoghi che avrebbero potuto essere “casa” ma che casa non sono stati casa? L’intento è stimolare il pensiero, sollecitare il pubblico all’elaborazione di una risposta (interpretativa) nei confronti della tematica analizzata e trattata.

Porre la leggibilità dell’opera non come limite della creazione ma come stimolo ad essa.



DOCUMENTAZIONE VIDEO

WALK/MAN primo studio (ISTANTANEE)

https://vimeo.com/158815957

IN PROGRESS